La Commissione europea ha presentato a inizio marzo 2026 la proposta di regolamento Industrial Accelerator Act (COM(2026)100), iniziativa che punta a introdurre quote di prodotti industriali low-carbon negli appalti pubblici e ad accelerare la decarbonizzazione dell’industria europea.
L’Industrial Accelerator Act (IAA) punta a rafforzare la produzione manifatturiera, a far crescere le imprese e a creare nuovi posti di lavoro nell’UE, sostenendo l’adozione da parte dell’industria di tecnologie più pulite.
Il Clean Industrial Deal
La proposta si inserisce nel quadro strategico del Clean Industrial Deal, la politica industriale europea lanciata nel 2025 per sostenere la transizione climatica dei settori produttivi ad alta intensità energetica.
Preferenze negli appalti pubblici e criteri Made in EU
Il provvedimento introduce preferenze nei bandi pubblici per il Made in EU e criteri stringenti sugli investimenti extra-UE nei settori strategici.
In sostanza, l’IAA introduce dunque requisiti proporzionati di “Made in EU” e/o a basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e per i finanziamenti pubblici. Tali requisiti riguardano settori strategici selezionati: acciaio, cemento, alluminio, automobili e tecnologie a zero emissioni nette. Il quadro della norma potrà essere esteso ad altri settori ad alta intensità energetica come la chimica.
Condizioni per gli investimenti extra-UE
L’IAA stabilisce condizioni per i grandi investimenti in settori strategici superiori a 100 milioni di euro nei casi in cui un singolo Paese terzo controlli più del 40% della capacità manifatturiera globale. Le condizioni sono: creare posti di lavoro di qualità, promuovere innovazione e crescita e generare un reale valore nell’UE attraverso il trasferimento di tecnologia e conoscenze, nonché il rispetto dei requisiti di contenuto locale.
Questi investimenti devono inoltre garantire un livello minimo del 50% di occupazione europea, assicurando che imprese e cittadini beneficino, insieme agli investitori, dell’accesso al mercato unico.
Quote minime di materiali low-carbon negli appalti pubblici
Tra le misure principali è prevista l’introduzione, per gli appalti pubblici avviati dal 1° gennaio 2029, di quote minime di materiali low-carbon nelle forniture:
- acciaio: almeno 25% del volume utilizzato
- alluminio: almeno 25% low-carbon e di origine UE
- calcestruzzo e malte: almeno 5% low-carbon e di origine UE.
Requisiti per i veicoli elettrici
La proposta introduce inoltre requisiti di produzione europea per i veicoli elettrici acquistati tramite appalti pubblici, con assemblaggio nell’UE e almeno 70% dei componenti (esclusa la batteria) di origine europea.
Semplificazioni autorizzative
Accanto ai criteri di procurement, il regolamento propone anche misure di semplificazione autorizzativa per i progetti industriali strategici, tra cui una domanda unica per i permessi e l’istituzione di Industrial Manufacturing Acceleration Areas negli Stati membri.
Impatti attesi
Se approvato, l’Industrial Accelerator Act rafforzerebbe il ruolo degli appalti pubblici come strumento di politica industriale e climatica, rendendo sempre più centrale per le imprese la dimostrazione verificabile delle emissioni dei prodotti lungo la filiera.
Avv. Federica Bontempi



